Copia di Champagne Superbottles

Una guida agli altisonanti nomi delle bottiglie di champagne. 
Formati speciali nati in occasione di ricorrenze pubbliche o private, quando ai commercianti di vino si richiedevano bottiglie fuoriscala che gridassero festa prima ancora di stapparle, E con nomi rigorosamente tratti dalla Bibbia che, se anche gli invitati non riconoscevano di primo acchito, di biblico evocavano senz'altro i fasti.
0,1875 l

¼ btg


Quart / Mignonette

Un quarto di bottiglia, praticamente un flûte. Più che un formato, un aperitivo.

0,25 l

⅓ btg


Chopin

L'unico formato con un nome proprio che non compare nella Bibbia. Forse un omaggio al compositore, forse un errore rimasto in catalogo. Nessuno lo sa con certezza, quasi nessuno la ordina.

0,375 l

½ btg


Demie / Moyenne

Mezza bottiglia. Per chi vuole celebrare in modo ragionevole. Una contraddizione in termini, tuttavia piuttosto in voga.

0,75 l

1 btg standard


Bouteille

La bottiglia. Tre teorie sulla sua origine (il soffio dei vetrai, i boccali delle osterie, le botti da 50 galloni degli inglesi), tutte plausibili, nessuna accertata. Casomai vedi appendice.

1,5 l

2 btg


Magnum

Dal latino "grande", il formato più diffuso dopo la bottiglia standard. Studi specifici la indicano come ideale per l'invecchiamento del vino. Ancora oggi la si trova ovunque. È il giusto inizio di ogni festa.

3 l

4 btg


Jéroboam

Primo re di Israele, IX secolo a.C., anche detto Doppia Magnum. È il formato delle premiazioni automobilistiche e motociclistiche — il vincitore la spruzza sul podio, il che è un uso del vino discutibile ma davvero spettacolare.

4,5 l

6 btg


Réhoboam

Roboamo, figlio di Salomone, primo re di Giuda. Il suo regno fu l'inizio della scissione d'Israele. Un presagio di grandezza che porta con sé qualcosa di infelice. La bottiglia, invece, è abbastanza comune.

6 l

8 btg


Mathusalem

Matusalemme, l'uomo più longevo della Bibbia. Vissuto dal 3073 al 2104 a.C. Sei litri di champagne riempiono circa 56 calici, niente che non si possa finire in una serata. Stesso formato dell'Imperial usato per i vini fermi.

9 l

12 btg


Salmanazar

Cinque re assiri portarono questo nome. Il più famoso fu Salmanazar III (858–824 a.C.). Nove litri di vino, formato rarissimo, reperibile soprattutto a Bordeaux e in Borgogna. Chi ce l'ha tende a farlo notare.

12 l

16 btg


Balthazar

Potrebbe essere Baldassarre, uno dei re magi. O Baldazar, ultimo re di Babilonia — famoso per far festa fino a tarda notte dopo le battaglie vinte — in ogni caso, una garanzia di baldoria. Curiosità: una Balthazar di Château Margaux 2009 è in vendita a 195.000 dollari. La bottiglia più costosa sul mercato.

15 l

20 btg


Nabuchodonosor

Nabucodonosor II, il re che rese Babilonia cosmopolita e conquistò Gerusalemme. Nelle iscrizioni era "il preferito del dio Marduk", e ha pure ispirato il Nabucco di Verdi. Quindici litri di champagne per un uomo così non sembrano nemmeno troppi.

18 l

24 btg


Salomon

Salomone, re di Israele noto per saggezza e diplomazia. Il suo governo fastoso creò le condizioni per la scissione del regno dopo la sua morte. Forse per questo la bottiglia da 18 litri è tra le meno diffuse — porta con sé una certa aria di fine imminente.

25 l

33 btg


Sovereign

Creato nel 1988 per il varo della monumentale nave da crociera "Sovereign of the Seas", e anche qua di signore di acque si parla. Fu per un breve periodo il formato più grande mai prodotto. 

27 l

36 btg


Primat

Dal latino volgare: titolo riservato agli arcivescovi con antichi privilegi su tutti i vescovi di una regione. Prodotta per la prima volta nel 1999, è stata la più grande del mondo. Per undici anni,

30 l

40 btg


Melchizédec

In ebraico, "Il mio re è giusto". Nella Bibbia era sacerdote e re di Salem, antico nome di Gerusalemme. In alcuni testi apocrifi era nato da donna sterile, già sviluppato come un bambino di tre anni, e pregava Dio appena venuto al mondo. Una figura misteriosa, quasi messianica, che probabilmente battezzò persino Abramo e attorno a cui si fa una certa confusione tra le scritture. Probabilmente anche i vinai erano confusi quando si sono ritrovati a dover riempire 30 litri. La bottiglia pesa tra i 52 e i 54 kg da piena, ed è alta circa 110 cm. Nessuno l'ha ancora superata.

Appendice — Perché 75 cl?

Tre teorie. Nessuna certificata. Tutte ragionevoli.

Ipotesi I — Il fiato dei vetrai

Le bottiglie venivano realizzate soffiando il vetro e si riteneva che la capacità polmonare media di un artigiano soffiatore consentisse, con un singolo soffio sostenuto, di produrre una bottiglia da esattamente 75 cl. Un formato calibrato quindi sull'anatomia umana — anche se molto probabilmente è una leggenda.

Ipotesi II — I boccali delle osterie

75 cl corrisponde esattamente a 6 boccali da 12,5 cl, il formato più comune nelle osterie dell'epoca. Una bottiglia aperta non lasciava avanzi, non creava imbarazzo, non sprecava niente. La matematica del bevitore applicata alla logistica del commerciante.

Ipotesi III — Le botti da 50 galloni DEgli inglesi

I francesi producevano il vino, gli inglesi lo compravano. Il problema era la conversione tra sistemi di misura: i francesi lavoravano in litri, gli inglesi in galloni imperiali (1 gallone = 4,54 litri). Il vino viaggiava in botti da 50 galloni, pari a 225 litri. Scegliendo il formato da 75 cl, una cassa da 6 bottiglie equivaleva esattamente a 4,5 litri, e 50 casse da sei riproducevano con precisione la botte originale: 225 litri esatti. Un'eleganza contabile che il commercio del XIX secolo apprezzava moltissimo.