Parlez-vous vino?
Glossario dei termini francesi in cantina
Inutile, non se ne esce: i francesi hanno inventato metà delle tecniche di cantina (e l'altra metà l'hanno rinominata). Quindi, dalle tecniche di macerazione (délestage, pigeage) all'affinamento (bâtonnage, élevage, soutirage), al metodo classico (remuage, tirage, dégorgement), fino alle pratiche di correzione e stabilizzazione (collage, chaptalisation), un breve glossario per capire cosa succede dentro quella bottiglia prima che arrivi al tuo bicchiere.
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Délestage
Tecnica di vinificazione in rosso messa a punto
in Francia che prevede la separazione temporanea del mosto-vino dalle vinacce
durante la fermentazione. Una volta formatosi il cappello, la parte liquida
viene travasata in un'altra vasca, lasciando le vinacce sul fondo dove
subiscono una delicata compressione e uno sgocciolamento completo. Dopo 30
minuti-2 ore, il liquido viene riportato nella vasca originale, distribuendolo
uniformemente sulle vinacce. Questo processo favorisce l'estrazione del colore
e dei polifenoli, omogeneizza la massa e permette un'adeguata ossigenazione del
mosto per una fermentazione più regolare. -
Pigeage
Operazione di vinificazione in rosso che consiste
nella rottura e nell'affondamento del cappello di vinacce che si forma in
superficie durante la fermentazione. Tradizionalmente eseguita a piedi o con
appositi pestelli di legno, oggi spesso meccanizzata, la pigeage favorisce il
contatto tra bucce e mosto, intensificando l'estrazione di colore, tannini e
sostanze aromatiche. La frequenza e l'intensità della follatura influenzano
direttamente la struttura e il profilo organolettico del vino, rendendola una
tecnica decisiva per la qualità dei rossi destinati a lungo invecchiamento. -
Bâtonnage
Pratica utilizzata nell'affinamento dei vini
bianchi in botte che consiste nel rimescolare periodicamente il vino con
un'asticella, sollevando le fecce fini depositate sul fondo. Il contatto
prolungato tra vino e fecce rilascia polisaccaridi che arricchiscono la
texture, conferendo maggiore corpo e cremosità al palato. Il bâtonnage riduce
l'astringenza, protegge dall'ossidazione grazie agli antiossidanti naturali
delle fecce, e sviluppa aromi complessi di lievito, burro e brioche. È una
tecnica particolarmente indicata per varietà come Chardonnay, Viognier e
Sauvignon Blanc destinate a lungo affinamento.
gyropalette - remuage
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Remuage
Operazione fondamentale nella produzione di
spumanti metodo classico che consiste nel ruotare periodicamente le bottiglie
dopo la rifermentazione per raccogliere i depositi di lieviti nel collo. Le
bottiglie vengono collocate inclinate a testa in giù nelle pupitres (cavalletti
di legno) e ruotate quotidianamente di 1/8 o 1/4 di giro da un addetto
specializzato chiamato remueur. Questo movimento controllato spinge
gradualmente i sedimenti verso il collo della bottiglia, preparandola per la
fase successiva. Oggi molte cantine utilizzano gyro-palette, macchine
automatiche che eseguono il processo meccanicamente. -
Dégorgement
Letteralmente "sboccatura", è la fase
che segue il remuage nel metodo classico. Consiste nell'eliminazione dei
depositi di lieviti accumulati nel collo della bottiglia. La tecnica prevede il
congelamento a -20°C della zona del tappo contenente i residui, quindi la
rimozione del tappo provvisorio: la pressione interna espelle il blocco di
ghiaccio con le fecce. Dopo il dégorgement si procede con il rabbocco finale
(liqueur d'expédition o dosaggio) e la tappatura definitiva con il tappo a
fungo e la gabbietta metallica. -
Soutirage
Operazione di travaso del vino da un contenitore
all'altro, lasciando sul fondo le fecce grossolane e i sedimenti. Eseguito
periodicamente durante l'affinamento, il soutirage separa il vino limpido dalle
particelle solide depositate, favorendo l'ossigenazione controllata e la
stabilizzazione del prodotto. La frequenza dei travasi varia in base al tipo di
vino e agli obiettivi enologici: vini delicati richiedono travasi più frequenti
per evitare aromi indesiderati dalle fecce, mentre vini più strutturati beneficiano
di periodi prolungati di contatto con i sedimenti.
délestage
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Élevage
Letteralmente "allevamento", indica il
periodo di affinamento del vino dopo la fermentazione. Durante l'élevage il
vino matura in botte, acciaio o altri contenitori, sviluppando complessità
aromatica e stabilità. La durata e il tipo di contenitore scelto influenzano
profondamente il carattere finale del vino: l'affinamento in legno apporta
tannini e aromi tostati, quello in acciaio preserva freschezza e profili
fruttati. L'élevage può durare da pochi mesi a diversi anni, a seconda della
tipologia di vino e dello stile produttivo della cantina. -
Tirage
Nel metodo classico, indica l'imbottigliamento
del vino base con l'aggiunta del liqueur de tirage, una miscela di vino,
zucchero, sostanze minerali e lieviti selezionati che innesca la
rifermentazione in bottiglia. Questa seconda fermentazione produce l'anidride
carbonica che genera il perlage caratteristico degli spumanti. Il tirage è un
momento cruciale: la quantità di zucchero aggiunta determina la pressione
finale della bottiglia, mentre la scelta dei lieviti influenza il profilo
aromatico e la finezza delle bollicine. -
Collage
Tecnica di chiarifica che utilizza sostanze
proteiche (albume d'uovo, gelatina, caseina, bentonite) per eliminare
particelle in sospensione e stabilizzare il vino. Le proteine aggiunte si
legano ai composti indesiderati formando aggregati che precipitano sul fondo,
rendendo il vino limpido e brillante. Il collage riduce anche astringenza e
amarezza nei rossi giovani, ammorbidendo i tannini. È una pratica delicata che
richiede esperienza: un dosaggio eccessivo può impoverire il vino, mentre uno
insufficiente non garantisce la stabilità desiderata.
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Chaptalisation
Pratica enologica che consiste nell'aggiunta di
zucchero al mosto prima o durante la fermentazione per aumentare il grado
alcolico finale del vino. Sviluppata dal chimico francese Jean-Antoine Chaptal,
è autorizzata in alcune zone viticole con clima fresco dove l'uva fatica a
raggiungere la maturazione ottimale. La chaptalisation è regolamentata
rigidamente: vietata in alcune denominazioni mediterranee, è consentita con
limiti precisi nelle regioni settentrionali. Quando ben eseguita, corregge
squilibri climatici senza alterare il carattere varietale del vino.